Itinerari turistici

L’idea di Assonautica è quella di proporre ai suoi Soci una guida alla scoperta della Terra di Bari, lungo tutta la costa che va da Margherita di Savoia a Monopoli. Una costa ricca di storia e di cultura, che sprigiona i profumi e i colori della terra e del mare. Gli ulivi secolari, i vitigni e la ricchezza infinita dei prodotti ortofrutticoli che sono alla base della cultura gastronomica pugliese. La storia antica delle chiese rupestri, delle cattedrali del periodo romanico e dei castelli che testimoniano ovunque la presenza di Federico II. Non più solo una costa di passaggio, non più una sosta, tappa forzata per ripartire, questa costa diventa una meta di viaggio grazie anche alla presenza dei numerosi porti. Assonautica vi propone in questa sezione un itinerario che mette in contatto le varie tappe di competenza della sezione barese. Questo capitolo del sito Assonautica ci rimanda alla sezione “porti e approdi” dove la descrizione di ogni porto è arricchita da una serie di informazioni tecniche utili al diportista che sceglie di soffermarsi in un determinato posto. Tutto ciò è arricchito da suggerimenti di attrattori culturali da non perdere per coloro i quali decidono di visitare la città.

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BAT

La Terra di Bari si estende lungo tutta la costa che parte dalla neo provincia di BAT: da Margherita di Savoia arriva fino a Trani. Già da questo primo itinerario proponiamo ai nostri Soci una serie di suggerimenti di attrattori culturali da non perdere se vi trovate a sostare in uno dei porti situati in questa zona. Partiamo dalle saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa e le seconde nel mondo, riconosciute come Riserva Naturale dello Stato.

Punti di forza dell’offerta turistica della cittadina sono anche il moderno stabilimento termale che utilizza i fanghi e le acque madri contenute nei bacini delle saline, il lunghissimo ed ampio litorale di sabbia ferrosa che ospita circa 90 stabilimenti balneari e, non ultimo, il Museo storico delle Saline, sito in un vecchio magazzino del sale adiacente alla cinquecentesca Torre delle Saline.

All’interno della riserva si trova anche l’Osservatorio naturalistico “Salpi” in gestione alla Lipu che offre i migliori punti per il bird watching di tutta la Puglia.

Barletta, città natale dello storico pittore della metà del’ottocento Giuseppe De Nittis conosciuto in tutto il mondo, è una meta obbligata visto che qui possiamo trovare parte della sua collezione privata presso la Pinacoteca de Nittis.

Il monumento alla Disfida di Barletta ricorda che all’inizio del XVI secolo, la città fu teatro di storiche vicende, quale la celebre Disfida di Barletta. Lo scontro tra cavalieri italiani e francesi si tenne il 13 febbraio 1503 nell’agro tra Andria e Corato, nel territorio della città di Trani e si concluse con la vittoria della compagine italiana, guidata dal capitano Ettore Fieramosca. La città divenne roccaforte degli spagnoli, che ne ampliarono le mura ed il castello. Il castello così come lo vediamo è stato realizzato a partire dal 1532, per volere del re spagnolo Carlo V. Nel 1867 fu acquistato dal Comune di Barletta, divenendo in seguito un deposito d’armi ed un carcere. Attualmente è sede della biblioteca comunale, del museo civico e pinacoteca e del lapidarium. Tra i pezzi più importanti qui conservati vi sono il Sarcofago degli Apostoli, prima testimonianza cristiana a Barletta e un busto di Federico II del XIII secolo. Se siete a Barletta si consiglia di visitare: La cantina della Sfida, Il Colosso di Barletta, Palazzo Della Marra uno dei più prestigiosi esempi di architettura barocca in Puglia.

Ma questa è anche la Terra delle Cattedrali ricche di storia e di bellezza.

A Barletta troviamo la Cattedrale di Santa Maria Maggiore con le sue absidi gotiche, risulta posta al termine del tracciato direttore originario del primo nucleo cittadino. Si distingue in una parte sotterranea ed una al livello stradale e risulta essere il frutto di stratificazioni millenarie. Il campanile risale invece al XII secolo. La chiesa ha raggiunto il suo massimo splendore durante le crociate, fungendo da punto di transito per i pellegrini che si recavano in Terrasanta. Caratterizzata da un impianto basilicale, risulta divisa in tre navate con cappelle laterali nell’ala meridionale; presenta nell’area presbiterale un ciborio dietro cui si apre il coro. L’edificio è tornato al suo antico fasto dopo i lavori di restauro durati prima dal 1955 al 1981 e in seguito dal 1981 al 1996.

Questa è anche la terra dei castelli sorti nel Medioevo nell’epoca degli Svevi e dei Normanni, in quasi tutte le strutture si coglie l’influenza di Federico II e della sua dinastia. A Trani ne troviamo uno ai margini del centro storico, proteso al mare; fu dimora prediletta di Manfredi, figlio di Federico II. Viaggiando verso Andria da non perdere la visita a Castel del Monte, il più importante tra i castelli costruiti da Federico II di Svevia. La sua particolare struttura ottagonale basata sulla ripetizione ossessiva di questa figura geometrica, ha trasformato questo castello in una struttura quasi mitologica.

A Trani la Cattedrale, dedicata a S. Nicola Pellegrino, sorge letteralmente sul mare regalando alla città un’immagine veramente unica. È un esempio di arte romanica, che fino a qualche anno fa era adornata da un portale di bronzo a due battenti risalente al 1175.

Anche ad Andria troviamo la cattedrale dedicata all’Assunta, ricostruita su un edificio romanico.

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Bari e dintorni

Andando più verso sud ci troviamo a Bisceglie il cui territorio fu abitato sin da epoche remote. Nell’età del bronzo vennero costruiti nell’agro di Bisceglie imponenti sepolcri – altari denominati dolmen. Bisceglie nasce asserragliata sul mare, intorno ad un antico porto, tuttora attivo. La città è fatta di strade strettissime e alte, e di volte che le scavalcano, difesa a filo dal castello federiciano e dalla torre Maestra, sorge e domina dal punto più alto la cattedrale, sorgono antiche chiese e monasteri, antichi palazzi nobiliari e un antico teatro. La parte meno centrale è ricca di chiese e conventi, di palazzi, ville e casali.

Passeggiando tra le strade di Bisceglie non possiamo non visitare la Concattedrale di San Pietro Apostolo edificata fra il 1073 e il 1295, è una costruzione romanico pugliese. Sulla sua facciata, rimaneggiata con l’apertura di tre finestre in stile barocco, è addossato un pregevole protiro disposto sopra l’ingresso principale.

Nel centro della città troviamo Palazzo Tupputi, una delle opere più interessanti dell’architettura rinascimentale in loco. Uscendo dalla città verso l’interno troviamo una zona di campagna chiamata Chianca dove troviamo uno dei più famosi dolmen della zona. Tutta la zona è ricca di dolmen e di grotte anticamente abitate. Tutto ciò testimonia una storia che si perde nella notte dei tempi.

Avvicinandoci a Bari siamo nella seconda zona, quella più centrale della nostra sezione. Anche qui la storia è antica e ricca di numerose testimonianze rimaste a noi.

A Molfetta i luoghi di maggiore attrazione in occasione delle festività religiose sono il Duomo vecchio, il centro storico, la Cattedrale, la Basilica della Madonna dei Martiri, le chiese di San Pietro, del Purgatorio e di Santo Stefano, mentre mete di rilassanti e tonificanti passeggiate sono lo storico porto e infine il Pulo di Molfetta, dolina carsica al cui interno e nei cui pressi sono stati trovati, sin dai primi scavi condotti dal 1900 in poi, reperti archeologici che testimoniano di una presenza antropica risalente al neolitico.

Tali reperti sono raccolti nel Museo Archeologico del Pulo, che attende da tempo di essere aperto al pubblico, nella nuova sede dell’ex Lazzaretto.

Di particolare interesse è a Molfetta il cosiddetto Pulo, grande sprofondamento di origine carsica localizzato a non più di due chilometri dal centro urbano.

Giovinazzo è un borgo medioevale che sorge su una collina; frequentato solitamente nella stagione estiva, è conosciuto dagli abitanti del luogo per la splendida vista dall’alto.

Il comune è dotato di un importante porto peschereccio e nel territorio hanno sede imprese commerciali e industriali. Il territorio è prevalentemente pianeggiante sulla fascia costiera, ma con continua pendenza in ascesa dal mare verso le zone interne, mentre spostandosi verso l’interno si incontrano i primi pendii dell’entroterra murgiano.

I luoghi di maggior interesse sono: L’”Arco di Traiano”, dall’imperatore che avrebbe fatto rinforzare la cinta difensiva della città, è una delle antiche porte del borgo: ha due archi ogivali su capitelli retti da quattro colonne miliari della via Traiana; le Mura aragonesi e il Fortino; la Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1113 in stile romanico pugliese, con elementi normanni ed orientali; consacrata nel 1283.

Ed eccoci a Bari, una delle città predilette dalla Chiesa ortodossa in Occidente in quanto è qui che vengono conservate le reliquie di San Nicola nella sua Basilica.

Il porto di Bari è il maggiore scalo passeggeri del Mare Adriatico, infatti, la città ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto di riferimento del commercio e dei contatti politico-culturali con l’Est europeo e il Medio Oriente.

È una città la cui tradizione storica ed architettonica ha una storia millenaria; costituita da una parte più antica (detta Bari Vecchia) ed una contrapposta risalente all’ottocento dalla caratteristica pianta a scacchiera. Chi decide di visitare la città deve indubbiamente non dimenticare la Basilica di San Nicola ed alcuni palazzi tra i più antichi e con la storia più interessante legata alla loro costruzione:

la Basilica di San Nicola sorge nel cuore della città vecchia. L’edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di san Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese. Poco distante sempre nel cuore della città vecchia giungiamo alla Cattedrale, dedicata a S.Sabino, altro pilastro della storia religiosa della città.

Uno degli edifici più belli e che si consiglia di visitare è la sede centrale dell’Acquedotto Pugliese costruito nel 1924 a poca distanza dal mare. L’imponente candida facciata bugnata che corre attorno ai quattro lati dell’edificio dona l’aspetto inespugnabile di una fortezza. Tuttavia, varcato l’accesso, si possono ammirare gli splendidi interni dove il tema dominante è quello dell’acqua.

Palazzo Mincuzzi: la facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l’edificio.

Palazzo Fizzarotti: edificato su Corso Vittorio Emanuele II si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1022. Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l’epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici.

Il castello Normanno-Svevo è una fortezza costruita nel 1131 da Ruggero II di Sicilia Il complesso è caratterizzato dalle torri quadrate che lo sovrastano e da un fossato largo e profondo.

Il Teatro Petruzzelli, la cui struttura originaria risaleva alla fine dell’800. Poi nel 1991 un rogo ne ha distrutto quasi completamente l’interno, ora ricostruito.

La Fiera del Levante è una delle principali fiere del bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell’Amministrazione Provinciale e della Camera del Commercio di Bari e operativa continuativamente dal 1930 con la sola esclusione degli anni della seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1946.

Girando tra le stradine della città vecchia potrete imbattervi in numerose chiese, che il forte senso religioso della popolazione barese ha tenuto in condizioni ottimali. Ed è lo stesso che ha permesso di celebrare ogni anno la festa di S. Nicola, il 7,8 e 9 maggio durante la quale si rievoca l’arrivo in città delle sacre reliquie del Santo trafugate a Myra nel 1087. Potrete assistere ad un suggestivo corteo storico in costume che si snoda per le vie del borgo per poi essere imbarcata e venerata a largo di Bari con al seguito una flotta di barche a remi di pellegrini che si avvicinano per rendere omaggio al Santo.

Prima di spingervi più a Sud, vi consigliamo di dedicare un po’ di tempo alle Grotte di Cstellana spettacolare complesso speleologico scoperto a metà del 900; Gravina interessante testimonianza dell’Alto Medioevo costruita ai bordi di una gravina, che è un profondo burrone.

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Sud di Bari

Ultimiamo la nostra visita con le Perle a sud di Bari. Qui troviamo Polignano a Mare, città medievale delimitata dall’insenatura del vecchio porto naturale. Al borgo antico si accede attraverso l’Arco della Porta, detto Arco Marchesale, che fino al XVIII costituiva l’unica via di accesso con ponte levatoio al centro abitato. Percorrendo una fitta rete di stradine bianche si giunge alle famose terrazze panoramiche dalle quali si può ammirare la suggestiva scogliera erosa dal mare.

Famosa è la Piazzetta di Santo Stefano a strapiombo sul mare ( 25m di altezza), dove ogni anno nel mese di luglio si disputa una gara internazionale di tuffi, inserita nel circuito del campionato del mondo, che unisce sport e spettacolo. Per godere delle bellezze e dei profumi del mare di Polignano si può ammirare la costa con la barca, raggiungendo così grotte visitabili solo via mare. La più bella e la più caratteristica è Grotta Palazzese, ora adattata a ristorante. Le due grotte maggiori hanno un diametro in altezza di trenta metri e sono rese suggestive dai giochi di luce verde smeraldo che il sole riflette sulle pareti rocciose.

Degni di nota sono anche alcuni edifici, come il Palazzo del Governatore che ospitava il governatore nominato dal feudatario (o dal doge/durante la dominazione veneziana), il Palazzo del Feudatario, il Palazzo dell’Orologio, dove un tempo al posto dell’orologio vi era una meridiana.

A tre chilometri da Polignano, sulla strada per Mola di Bari, si trova il famoso Molo di San Vito. È un porto di origine naturale, che nel corso della storia fu meta di popolazioni straniere e canale di attacco da parte degli invasori. Inoltre, dirigendosi ancora un chilometro verso Nord, si raggiunge una delle più note spiagge della costa barese, chiamata Lido San Giovanni.

Il centro storico di Monopoli è costellato di numerose chiese, costruite specialmente durante l’età barocca, quando la città ricevette un notevole impulso urbanistico. Particolare è la chiesa di Santa Maria Amalfitana, eretta nel XII secolo su un precedente insediamento rupestre; degli affreschi originari restano solo frammenti di icona di San Nicola con storie della sua vita, mentre gli altri affreschi visibili sono del settecento. La cripta è preceduta da un sepolcreto di epoca non definita.

Merita sicuramente attenzione il Castello di Carlo V è un fortilizio edificato durante la dominazione spagnola (secolo XVI-XVII) in riva al mare, a protezione dell’ingresso del porto antico, sull’angolo nord-est della cinta muraria di Monopoli. Costituisce l’elemento chiave del sistema di fortificazioni urbane. Il Castello di Santo Stefano, posto sul mare, all’esterno delle mura cittadine, costituì per tutto il Medioevo parte essenziale del complesso e articolato sistema difensivo della città.

L’antica Torre Civica con l’orologio è un esempio di arredo urbano d’altri tempi e di assemblage barocco, che utilizza la colonna infame dell’antica gogna insieme ad altri materiali vitalizzanti in sovrapposizione: un’agile statuetta di San Gennaro, lo stemma cittadino e l’orologio.

Imperdibile è la Cattedrale barocca di Santa Maria, edificata in stile romanico nel 1107 dal vescovo Romualdo con il contributo del duca Roberto d’Altavilla e ricostruita in stile barocco nel XVII secolo. La basilica è caratterizzata da una monumentale facciata in stile barocco, divisa orizzontalmente in due livelli da un’aggettante cornice marcapiano. Completa la facciata l’elegante campanile a cinque piani rastremati verso l’alto. Tutta la chiesa presenta una ricca decorazione di marmi policromi e stucchi settecenteschi. Nella sacrestia della cattedrale è stato allestito un piccolo museo, dove si raccolgono alcuni frammenti della decorazione scultorea della precedente chiesa romanica, tele ed icone, tra cui un pregevole archivolto coronato da dodici testine d’angelo, una preziosa stauroteca bizantina in argento dorato e smalti, un’antica carta nautica, miniature, manoscritti, paramenti sacri, oggetti liturgici in argento.

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Note enogastronomiche

La cucina pugliese in generale si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l’olio e il vino. La cucina barese è arricchita anche da ortaggi e frutta, abbondanti nell’agricoltura locale, e dalla produzione del pane pugliese e delle paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietèdde o strascenàte, cavatelli, lagane, troccoli (ossia fettuccine), fusilli (ossia maccheroni arrotolati), tripoline e megnuìcchie (ossia gnocchetti di semola).

Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno ripieni di cipolla, acciughe sotto sale, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e le sgagliozze, ossia fette di polenta fritta, preparate e vendute per le strade della città vecchia.

Condimenti sovrani sono l’olio d’oliva e l’aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini in barese “ghiemmerìidde”), di maiale (capocolli e salsicce varie, soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Una raffinatezza è quella dei tordi in salsa conservati nel vino bianco.

Tra i dolciumi tipici, molti legati a periodi di festività, si ricordano le “carteddàte” cartellate e i bocconotti (tipiche ricette natalizie), le paste reali, le castagnèdde, le sassanìidde, le zeppole (tipiche del giorno di san Giuseppe), le “scarcelle” (dolce pasquale) e u sanguinàcce, ossia sanguinaccio dolce.

Tra i vini pregiati di Bari e della provincia si ricordano: il Castel del Monte, il Primitivo di Manduria molto conosciuto anche nel resto dell’Italia, il Primitivo di Gioia, bianchi di Alberobello e Locorotondo, l’Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. È abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta. Se siete a Trani non potete non assaggiare il Moscato di Trani, detto anche Moscato Reale, caratterizzato da un luminoso colore dorato, da riflessi ambrati e da un intenso profumo di albicocca; è un ottimo vino da dessert, ma si abbina bene anche a formaggi piccanti e stagionati.

A Bisceglie nasce il sospiro, il più rinomato esempio della pasticceria locale. Dalla sua denominazione si coglie perfettamente l’essenza del “dolce sospiro”, un impasto fatto con pochi ingredienti, banali, tutti appartenenti alla tradizione locale. Pare che la ricetta si tramandi dal lontano XV secolo, quando le Clarisse producevano e sfornavano i cosiddetti “sospiretti delle monache”, realizzati con pan di Spagna farcito con crema e il tutto ricoperto da una glassa di colore rosa.

Una leggenda racconta che questi dolci furono preparati dalle Clarisse in occasione delle nozze di Lucrezia Borgia. Ma la sposa non arrivò mai; nel frattempo gli ospiti sospiravano appunto per l’attesa e quindi questi dolci, dalla forma provocatoria perché riproducenti il seno femminile, furono mangiati.

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